Interviste

Fabio Crestale e i successi conseguiti Oltralpe

Il 2018 è stato per te un anno ricco di soddisfazioni: non ultima la vittoria durante il Festival Les Synodales le Sens de la Danse al Teatro Municipal de Sens, che ha visto dodici compagnie europee contendersi il primo premio. Che cosa, secondo te, ha fatto la differenza rispetto agli altri ensemble che si sono esibiti?

Al Festival hanno partecipato, come da te sottolineato, dodici giovani compagnie molto diverse tra loro: ciascuna ha proposto creazioni molto interessanti anche se in alcuni casi, l’aspetto prettamente coreografico non era ancora maturo. Certamente il livello dei danzatori era altissimo e questo ha favorito in generale delle ottime performance. Personalmente credo che firmare una coreografia sia un lavoro particolarmente difficile che prescinde dalla scelta di bravi danzatori, condizione questa ovviamente fondamentale. Partendo da un’idea e da una drammaturgia forte bisogna unire la tecnica alla teatralità, al significato dei passi e al senso più profondo di ciò che si vuole raccontare. Nella mia coreografia ho cercato di unire tutti questi aspetti.

Quale creazione hai proposto?

Si tratta di una nuovissima creazione dal titolo “Uomini”.

Di cosa parla?

La coreografia affronta un tema particolarmente attuale; il bullismo. Nello specifico la forza esercitata verso chi è più debole o chi semplicemente la pensa diversamente da noi.

Quanto è difficile conquistare “un posto al sole” nella danza d’oltralpe?

La Francia è un paese in cui esiste la meritocrazia: chi è capace va avanti, chi no, si ferma. Il lavoro dei danzatori o dei coreografi viene valutato da persone competenti e del mestiere. In Italia, sappiamo bene, la politica ha invaso i teatri e spesso chi decide non ha nulla a che fare con questo lavoro. Nel mio caso, tolte le difficoltà tipiche di chi vive in un paese non suo, la mescolanza di due culture, quella francese e quella italiana, ha dato i suoi frutti.

La giuria, presieduta da Eric Lamoureux, ti ha riconosciuto, numerosi riconoscimenti. Quali nello specifico?

Con immenso orgoglio e gratitudine mi è stato assegnato il primo premio che consiste in una somma di 4000 euro oltre a una residenza del valore di 30.000 euro per il Festival di Synodales edizione 2019. Inoltre inseriranno la mia coreografia nelle programmazioni del Festival di Cadences d’Arachon  e del Festival Entrez dans la Danse Paris 2019.

Se dovessi fare una considerazione sulle possibilità avute in Francia rispetto all’Italia che cosa diresti?

La Francia mi ha aperto le sue porte e l’Italia, in tal senso, dovrebbe solo imparare. Qui si danno aiuti concreti ai giovani artisti e alle compagnie.

La tua compagnia, IFunamboli Paris, ha conseguito negli anni importanti riconoscimenti in Italia e all’estero. Quali sono gli obiettivi che ti poni rispetto al suo futuro e cosa ti piacerebbe realizzare?

Dal 2011, anno in cui ho creato la mia compagnia in Francia, ho lavorato moltissimo e le tante esperienze mi hanno permesso di crescere e di imparare. Le proposte, per fortuna, sono molte e i progetti altrettanti. Di certo mi dedicherò a “Uomini” che diventerà una coreografia di 50 minuti con cinque danzatori in scena. Mi occuperò inoltre di curare delle coreografie per alcune junior company francesi e il prossimo 6 dicembre il mio spettacolo “Petites Pièces” andrà in scena presso il Teatro di Boulogne Sur Mare nel nord della Francia.

A 42 anni sono esattamente dove sarei voluto essere, tenendo ben presente che pur danzando ancora, la mia vocazione è tutta rivolta alla coreografia e all’insegnamento. E oggi, non potrei essere più felice.

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