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Aterballetto: in scena un trittico per l’apertura di Palcoscenico Danza 2017

Torna a Torino, nell’ambito della rassegna Palcoscenico Danza 2017, Aterballetto, la più importante compagnia di produzione italiana di danza. L’Ater inaugura questa edizione della manifestazione, con un programma che è quasi una sorta di manifesto dello stile della compagnia, a cavallo fra tradizione e innovazione. Sotto la direzione artistica di Cristina Bozzolini, l’Aterballetto si pone come uno fra i principali obiettivi quello di proporre nuovi autori affiancandoli a nomi di affermata fama internazionale, offrendo così un ampio repertorio che spazia fra differenti possibilità. Per Palcoscenico Danza il programma in cartellone è composto da un trittico: saranno in scena il recente e apprezzatissimo lavoro di Philippe Kratz, giovane coreografo nato in seno ad Aterballetto, dal titolo L’Eco dell’Acqua, 14’20’’ del grande Jiří Kylián, e Rain Dogs, di Joahn Inger.

In L’eco dell’acqua Philippe Kratz racconta la poesia di Goethe, Canto degli spiriti sulle acque, insieme a un fatto di cronaca che si rifà alla terribile vicenda dell’abbattimento di un aereo civile da parte di un missile militare nei cieli ucraini. Secondo il poeta, così come l’acqua anche l’anima dell’uomo viene dal cielo e ad esso ritorna, in un ciclo infinito. Ma anche i corpi, nella loro materialità, talvolta piovono dal cielo sui campi (in seguito ad un disastro aereo, ad esempio), come le pesanti nuvole di polvere narrate da Goethe.

14’20’’ è un duo estratto  dall’opera originale intitolata 27’ 52”, del celebre coreografo ceco Jiří Kylián. Il titolo deriva semplicemente dalla durata della coreografia, che è un pezzo sull’idea del tempo inteso come invenzione degli esseri umani.

Infine, chiuderà la serata Rain Dogs, uno dei capolavori di Joahn Inger, recentemente insignito del Benois de la Danse come miglior coreografo; un pezzo che rappresenta le complessità e le contraddizioni che caratterizzano il rapporto con il mondo e le relazioni con gli altri esseri attraverso una metafora che prende forma e spunto dalla disavventura di un cane che, spintosi oltre i suoi confini abituali, smarrisce le tracce olfattive che gli segnalano la via del ritorno, cancellate dalla pioggia, ed è quindi costretto a muoversi senza riferimenti, in una ricerca istintiva e disperata di cui non conosce l’esito finale.

Il trittico sarà in scena presso il Teatro Astra di Torino giovedì 26 gennaio alle ore 21.

INFO

Teatro Astra
Via Rosolino Pilo 6,
10143 Torino

tel +39 011 5634352

Crediti fotografici: Alfredo Anceschi

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