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Anna Razzi e il suo “Peter Pan” tornano al Teatro di San Carlo di Napoli

Quella in corso è una settimana di passione per la Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli, diretta da Stephane Fournial con la presidenza onoraria di Anna Razzi. Una settimana in cui è tornata a casa l’étoile scaligera che ha diretto la scuola per venticinque anni e che ripropone in questi giorni la coreografia del suo Peter Pan, in scena al Teatrino di Corte del Palazzo Reale fino al 29 gennaio. Un titolo assai caro ad Anna Razzi che è tornata l’intero mese di gennaio per rimontarlo sui ragazzi che, nel frattempo, sono cresciuti sotto l’occhio vigile del direttore francese Stephane Fournial. Ma andiamo con ordine.

Peter Pan gode dell’idea, della regia e della coreografia di Anna Razzi, le musiche di Gaetano Panariello e le scene ed i costumi della Sartoria e della Scenografia del Teatro di San Carlo. Un titolo che ha riscosso negli anni già un successo ampio tra i giovanissimi ospiti in sala, provenienti dalle scuole di ogni ordine e grado dell’intero Mezzogiorno d’Italia. Ed in questo 2017 si ripropone per continuare nel solco dell’educazione del nuovo pubblico, emancipandolo all’amore per la danza ed il balletto con la sinergia di quest’ultimo allestimento tra il direttore Stephane Fournial ed il presidente onorario Anna Razzi, due nomi significativi del panorama internazionale quanto mai utilissimi alla causa della rinascita coreutica di Napoli e del sud italiano.

E così dopo aver arricchito il repertorio fiabesco della Scuola di Ballo sancarliana con Pinocchio, Il Guarracino, La Favola di Biancaneve ed Il Sogno di una notte di mezza estate, tutti musicati dal compositore napoletano Gaetano Panariello, riecco il Peter Pan dei giovanotti che non vogliono crescere mai. Un motivo in più per credere nella bellissima storia danzata in direzione dell’isola che non c’è, in un viaggio immaginifico che conduce i protagonisti nel sogno, magari, di crescere definitivamente ed entrare nel mondo della danza dalla porta principale. Un percorso comune a tutte le scuole di danza del mondo ma che, a maggior ragione, spinge i giovani allievi della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo a guardare al di là delle rassicuranti mura del loro terzo piano al Massimo partenopeo. A questo proposito segnaliamo lo stuolo di baldi giovanotti che si prepara a scrivere la storia del Teatro di San Carlo e della danza quali il Peter Pan di Gennaro Maffettone, le Wendy di Federica Ottaviano e Lavinia Carbonaro; il Capitan Uncino di Raffaele Vasto e le signore Darling di Giorgia Cervone e Martina Prefetto, il Cookson di Emanuele Ferrentino. Ed ancora i Gigli tigrati di Eleonora Del Piano e Sara Gison e, per finire in mero ordine di apparizione, di Giuseppina Battista e Chiara Bevilacqua.

Un percorso ad ostacoli che inevitabilmente attende i giovani di tutto il mondo, chiamati a superarne tanti sin dalle rassicuranti quattro mura delle proprie scuole di danza. E per questo Stephane Fournial ha raddoppiato le occasioni di selezionare ed ammettere nuovi allievi per il vivaio sancarliano, fungendo sempre più da soggetto formatore di nuovi professionisti della scena. A cominciare dalle prossime audizioni dell’aprile 2017 bandite lo scorso dicembre con la scadenza delle iscrizioni fissata al 31 marzo. Un lasso di tempo enorme per consentire ad una crescente fetta di giovani interessati ad entrare nella prima scuola di ballo in Italia e la più antica in Europa, una frase che racconta in pochissime parole l’enorme peso specifico artistico e culturale proprio di questa istituzione fondata più di duecento anni fa. Una storia gloriosa che Stephane Fournial ama ricordare a caratteri cubitali e che, soprattutto, vuole ripetere nel futuro prossimo e remoto fin da questi tre anni del suo stesso mandato in direzione, come lui stesso ha ci ha dichiarato:

ho amato dal primo giorno questa istituzione per l’aria di cultura che si respira in ogni angolo. E per questo lavoro ogni giorno alla realizzazione di questo obiettivo a lunga gittata. Vorrei realizzare un gruppo di lavoro di giovanissimi professionisti da lanciare al più presto nel mondo del lavoro. Un’idea molto audace che, con loro, vorrò portare a termine nel migliore dei modi e che, soprattutto, potrà vivere anche senza la mia presenza in futuro. Non vorrei che si legassero indissolubilmente il mio nome ed i risultati della scuola perché i ragazzi diverranno ben presto del loro destino. In Europa e nel mondo gli adolescenti già si impongono all’attenzione del pubblico e della critica ed anche noi ci stiamo attrezzando per riportare in auge la Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo. Non scopro l’acqua calda nel dire che Napoli è una città meravigliosa ma al tempo stesso una città difficile per cui dobbiamo rimboccarci tutti le maniche e lavorare sodo per il bene della scuola e dei suoi ragazzi. Il defilé di giugno e lo spettacolo offerto all’Autunno Danza 2016 sono un primo assaggio della scuola che verrà. Questo Peter Pan è l’ennesima dimostrazione che il passato ed il futuro possono convivere per il bene della scuola a patto che si programmi un futuro rigoglioso degno del nome del teatro.

Obiettivi e finalità indiscutibili. Il palcoscenico darà il proprio verdetto, probabilmente sin dal prossimo 24 giugno con il secondo defilé della gestione-Fournial. Niente a confronto con i cinque lustri di Anna Razzi ma la scommessa è di quelle da far rabbrividire: riportare il Massimo partenopeo sullo scranno che gli spetta, ovvero quello di una tradizione bicentenaria festeggiata proprio qualche anno fa. La ricchezza della storia sta proprio nel saperla rivalutare nel tempo. Ebbene, che Stephane Fournial riconduca la sua scuola nel solco glorioso che la tradizione ci impone.

Crediti fotografici: F. Squeglia

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