Finchè c'è tango c'è vita Rubriche

“Finché c’è tango c’è vita”: Vittoria Maggio e il tango di Stravinsky

Un ranocchio in foto, anche bruttino come tutti i ranocchi in verità, che diavolo può avere a che fare con il tango? Ecco, che diavolo?….Diavolo…forse non a caso….già perché c’entra anche il Diavolo nel nostro Finche c'è tango c'è vita di oggi…..

Ma il ranocchio al massimo può diventare un principe se la storia fosse una bella favola. E comunque ranocchi e principi non ballano tango. E nemmeno i Diavoli..!!

Nemmeno Stravinsky. 

Nemmeno Stravinsky? 

Mettiamo il caso che Stravinsky un giorno si fosse innamorato di una donna affascinante, famosa, una donna creatrice di un profumo totalmente nuovo e di un famoso tubino nero, si sì lei Coco, Coco Chanel….e che per amore di lei scrisse un tango, il Tango di Stravinsky:

https://m.youtube.com/watch?autoplay=1&v=VcXTFRXenwI

Ecco é attorno alla ricerca dello spartito del Tango di Stravinsky che si snoda la pièce teatrale o meglio la pièce di teatro tango che va in scena questa settimana al Filodrammatici di Milano il 29 e 30 aprile.

Ho avuto l'onore di assistere alle prove della commedia che vi assicuro essere diversa da tante altre rappresentazioni e profondamente suggestiva e coinvolgente, se vi lasciate trasportare accantonando la razionalità.

Lo spettacolo non sai dove ti vuole portare nel suo racconto iniziale e ti devi lasciare andare. É ricco di citazioni sottili, riferimenti, giochi e rimandi,  infiniti pezzi che, andando e venendo, creano un circolo virtuoso  come nel tango col  suo passo fondamentale:  l’ocho redondo, la rappresentazione dell'infinito, col numero 8 disegnato costantemente  sul pavimento dai ballerini nella loro danza.

É una sorta di viaggio con tre straordinari attori che giocano un triangolo recitativo, in cui con un segreto celato da anni, padre e figlia diciottenne musicista,  incontrano nello studio del grande Maestro un diavolo, anzi tre diavoli che tessono una tela di tentazioni per non cedere lo spartito sul famoso brano del Maestro Stravinsky che atteso per tutta la rappresentazione, da buon Godot non arriverà  mai.

Non rivelo altro sulla trama, ma mi piace raccontarvi  di come ho scoperto questo spettacolo una  sera di febbraio quando, cercando storie d'amore famose nel tango, come quella di Maria Nieves e Juan Copes di cui abbiamo diffusamente parlato, mi imbattei in altre due storie d'amore di noti personaggi. 

Una di queste era fra Stravinsky e Coco Chanel e del loro complesso incontro, del loro amore e della loro dolorosa rottura. Arrivai inoltre a scoprire che un’anno fa a Milano é nato il Teatrotango dalla mente vulcanica di uno dei più noti  personaggi dell'editoria italiana, Paolo Pietroni.

Innamoratosi del tango per caso in un caffè di una delle nostre meravigliose cittadine di provincia, ha unito le sue passioni in questa forma d'arte in Italia ancora poco conosciuta  che si rifà al Tango Teatro fondato a Buenos Aires dal grande Marcelo Guardiola nel 1999.

Teatro tango mette in scena opere teatrali legate a questo ballo nella sua qualità di poesia, musica e danza ma soprattutto nella sua qualità di filosofia per capire in modo nuovo e diverso la vita, noi stessi e gli altri. Il Tango di Stravinsky é una di queste opere teatrali.

Ma cosa c'è di meglio di vedere e toccare con mano per comprendere e credere? Vi aspettiamo al Teatro Filodrammatici sulle note impervie e dissonanti  del tango di Stravinsky.

E come sempre buon Tango a tutti, a chi lo balla, a chi inizierà a ballarlo, a chi lo ascolterà oppure lo guarderà, a chi lo ama e a chi lo rifiuterà e male ne parlerà … A chi vive insomma perché Finché c'è tango c'è vita!

Un abbraccio!

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